il primo incontro

By simone

L’azienda si è resa disponibile ad un incontro con le Organizzazioni Sindacali dopo che queste in data 15 Maggio avevano richiesto l’apertura di un tavolo per la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari di Cepu e Grandi Scuole.

Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Nidil, Alai e Cpo incontreranno i dirigenti di Cesd Srl giovedì 12 Giugno.

17 Risposte a “il primo incontro”

  1. Pia Dice:

    Cari Colleghi,
    per quel poco che vale, vi esterno la mia ammirazione e solidarietà. Spero solo che l’azienda che utilizza il marchio CEPU e GRANDI SCUOLE, prenda coscienza dell’impatto che può avere sul mercato l’operazione da voi intrapresa e del ritorno di immagine che per essa può conseguire dalla regolarizzazione delle posizioni di ciascuno di noi. In fin dei conti è sempre un “do ut des”.
    Non aspettiamoci grandi cose, la via è stretta e tortuosa e molte teste salteranno … la mia è già appesa al cappio e quando i riflettori si saranno spenti … mi toglieranno l’appoggio da sotto i piedi.
    Siamo tutti professionisti qualificati e di certa e comprovata professionalità, ogni azienda “lungimirante” ed attenta alle esigenze del mercato, non può non dare il giusto valore a referenze di questo genere come non può non riconoscere i diritti dei propri collaboratori accantonando la politica del boicottaggio.
    Vi abbraccio.

  2. tutor Dice:

    e allora? com’è andata?

  3. Francesca Dice:

    Ehi, com’è andato il fatidico incontro? Qualcuno sa qualcosa?

  4. Me Dice:

    Com’è andata???

  5. matilde Dice:

    Ma allora, com’è andato l’incontro e perchè nessuno scrive più? Non è che mi devo preoccupare…

  6. Tutor Dice:

    Non perdere tempo a preoccuparti, fai come me, cercati un altro lavoro tanto tra un mese passeremo tutti da precari a disoccupati. Inizio a pensare che abbiamo fatto una sciocchezza ma quello che conta è il principio….. giusto?????

  7. tutor cepu Dice:

    Forza ragazzi!!! Avanti con la lotta per la conquista dei diritti di tutti i precari.

  8. Buba Dice:

    Disoccupati?! E se da tutor coraggiosi dicessimo al sig. Cepu arrivederci tutti insieme in un unico momento, denunciando la cosa ai media? Come se la caverebbero senza forza lavoro e con una simile pubblicita’?

  9. tutor Dice:

    Bravi ai colleghi di Bologna e ai sindacati. Io ed altri miei colleghi siamo andati a parlare con alcuni rappresentanti sindacali. Anche le stesse organizzazioni sindacali devono capire come funziona dentro Cepu. L’accantonamento che subiscono i TL è vergognoso.

  10. pixj Dice:

    sono d’accordo con buba , il problema è che ,almeno nella mia sede, sono tutti bravi a parlare ma alle riunioni con i rappresentanti sindacali ci presentiamo sempre i soliti quattro, noi non ci scoraggiamo ma purtroppo siamo circondati da una massa di CODARDI!!!

  11. Tutor GS Dice:

    io in realtà ai media ho anche scritto…ma finora, tranne i due soliti giornali di sinistra, ancora nessuna testata ne ha scritto…

  12. Sora Lella Dice:

    Forza pixj che sola non sei! anche io mi sento abbastanza isolata, circondata da mugugnoni che dietro le spalle si lamento e davanti cacciano i sorrisoni…ma non credo che nessun equilibrio possa essere tenuto su con trategie del terrore, che come la storia ci insegna, non sono destinate a durare nel tempo…però speriamo che si muove qualcosa, che si indigni qualcuno…

  13. compagna Dice:

    Licenziarsi tutti insieme? Sarebbe un idea, ma sei convinta che tutti lo farebbero? Perchè non sono partiti altri scioperi dopo quello di Bologna? Non posso credere che siano soddisfatti di lavorare a queste condizioni, penso invece che siano terrorizzati.
    Solo quelli di Bologna hanno avuto le palle, ma è troppo comodo stare ad aspettare che gli eventi si evolgano a favore di tutti. Bisogna lottare tutti insieme, con un altro sciopero, ma questa volta generale (ovviamente se ne parlerebbe a settembre).

    (I tutor che hanno scioperato lavorano ancora tutti come prima)

  14. Barbara Dice:

    Mia cara compagna,
    ti scrivo da Bologna e rispondo alla tua domanda con immenso piacere…abbiamo fatto sciopero e lavoriamo come prima? Certo! I ragazzi sono sotto esame e se non fanno lezione si arrabbiano, però ci sono stati atti poco onesti e molto vergogosi contro alcuni insegnanti…Noi però andiamo avanti, sempre e comunque…

  15. Buba Dice:

    SAREBBE PAZZESCO UN LICENZIAMENTO COLLETTIVO A LIVELLO NAZIONALE, NON OSO NEANCHE PENSARLO, PERCHE’ E’ DAVVERO UN’UTOPIA; DI CONTRO, DA NOI SI VIVE IL TUTORAGGIO COME UN’ESPERIENZA DI PASSAGGIO, DA FARE IN ATTESA DI MEGLIO, E QUINDI LA GRAN PARTE DEI TUTOR (I MIGLIORI), APPENA SCOPERTA LA BEFFA (E QUESTO AVVIENE NEL GIRO DI MENO DI UN ANNO),SE NE VANNO ALTROVE, DOVE VENGONO VALORIZZATI E RETRIBUITI IN MANIERA PIU’ DIGNITOSA!
    NON VI DICO QUALI SONO I DISAGI CHE QUESTO CONTINUO TURN OVER IMPLICA! MA ALL’AZIENDA COSA IMPORTA: “MORTO UN PAPA SE NE FA UN ALTRO” PACE ALL’ANIMA SUA!

  16. Pia Dice:

    Rispondo a Buba:
    Mi spiace per queste tue ultime affermazioni; io ritengo che non siano i migliori ad andarsene ma siano quelli che hanno avuto la fortuna di trovare un lavoro stabile e anche quelli che non hanno avuto la costanza, potendoselo permettere, di rimanere a fare un lavoro che piace continuando a discutere sulle problematiche comuni per risolverle.
    Il disfattismo non è mai servito a nulla. Manteniamo un dialogo rispettoso senza scivolare in luoghi comuni; Certo ammetto che quando “ce vò, ce vò” … ma non tra noi, non facciamo la guerra … tra poveri!

  17. Buba Dice:

    Cara Pia,
    sono daccordo totalmente con te; ho solamente descritto la realta’ dei fatti; e la realta’ e’ che facendo lezioni private guadagni il triplo rispetto a quanto ti danno in cepu, eppure contuinui a fare il lavoro che ti piace: “docere”; così i tutor scelgono la via migliore per loro, infondo non tutti abbiamo lo stesso animo disincantato del novello Donchisciotte; c’e’ gente che ha famiglia, mutui e figli e molto spesso non ha la fortuna di avere un compagno con un posto stabile, quindi cambiare lavoro o trovarne uno meglio retribuito diventa molto spesso una necessita’ e non un piacere o una codarda arresa difronte ad un problema comune.
    No, non sono perniente disfattista, difatti chi puo’ rimane e fronteggia la situazione cercando il confronto, chiedendo aiuto ai sindacati, ma non possiamo costringere nessuno alla solidarieta’ con noi, specialmente se le necessita’ personali lo portano altrove, del resto come dici bene… non vorremmo mica cominciare a farci guerra tra di noi!?!

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