precari-cesd: facciamo l’appello
Siamo i tutor di Grandi Scuole e di Cepu delle sede di Bologna. Questo appello è per gli altri tutor (e tutor leader, precari pure loro) che lavorano nelle 120 sedi italiane di Cesd Srl.
Se stiamo scrivendo è prima di tutto perché ci siamo stancati della nostra condizione di lavoro. A voi, che siete nostri colleghi, non dobbiamo spiegare di cosa stiamo parlando, già lo sapete.
Non è solo un problema di compenso (comunque mai adeguato al nostro ruolo, al nostro lavoro), è il problema che nasce con il contratto a progetto, con tutti i diritti negati che gli fanno da corollario, e soprattutto con le scadenze annue (quando va bene), con il rinnovo che ci può essere, ma anche no.
Alcuni per mesi, altri per anni, abbiamo sopportato questa situazione, individualmente, accettandola o sperando che piovessero migliorie. O in attesa di cambiar lavoro. Perché lamentarsi è ammesso, ma se si comincia a rivendicare ciò che sarebbe dovuto, il rischio del mancato rinnovo è sempre dietro l’angolo.
Allora ci siamo riuniti e abbiamo deciso di smetterla di lamentarci nei corridoi, e di iniziare a rivendicare collettivamente il dovuto, che in fondo è il rispetto della legge, il riconoscimento dei nostri diritti, niente di più: un contratto di lavoro dipendente.
Un giorno ci siamo visti in assemblea per decidere se e quando fare uno sciopero. Abbiamo fatto l’appello, nome e cognome: io ci sono.
E abbiamo deciso uno sciopero. Il primo per Cepu e Grandi Scuole, data 7 di maggio 2008.
Ora l’appello lo facciamo a voi. Parlatene tra di voi, mettetevi in contatto con il sindacato, mettetevi in rete con noi. Se nasce una rete nazionale, l’azienda dovrà ascoltarci.
Se ci muoviamo insieme, qualcosa può cambiare. Se restiamo fermi tutto resta com’è, o peggiora.
Sta solo a noi decidere.
Questo è un appello: chi risponde “presente, ci sono!” ?


Maggio 6, 2008 alle 8:46 pm
Che dire ragazzi, abbraccio apertamente questa iniziativa. Sono sicuro che riusciremo a combinare qualcosa di importante o, almeno, di fare qualche passo in avanti. Più che altro perché ce lo meritiamo. So di non potere parlare per tutti ma ho conosciuto in questi mesi persone che esercitano il proprio lavoro con serietà e competenza (oltre al fatto di essere molto in gamba) che non meritano assolutamente di lavorare sotto queste condizioni. Domani inizia una battaglia ma sono molte battaglie a far vincere le guerre perciò a rimboccarsi le maniche, adesso servono forza, coraggio e unione. A domani,
Adrian.
Maggio 6, 2008 alle 9:48 pm
Sono d’accordo con voi. E’ giusto migliorare le proprie condizioni di lavoro sia sul piano del compenso che del contratto. Spero che ci sarà molta adesione perchè solo cosi cambiano le cose.
Maggio 6, 2008 alle 10:19 pm
Hombre….
ero sicuro che avresti appoggiato la nostra azione. Sono contento di averti fatto partecipe di questa iniziativa.
Forza ragazzi…ci siamo.
Mastro.
Maggio 7, 2008 alle 6:07 am
cari amiche e amici, scrivo perche ho lavorato per più di due anni alla sede cepu di Bologna, ho condiviso con voi la pesantezza degli effetti di un contratto a progetto che non tutela nei momenti di maggiore debolezza e la solitudine nel non trovare il coraggio di rivendicare un inquadramento professionale coerente con il tipo di mansioni svolte. però ho condiviso con voi anche la grande professionalità e la grande serietà con la quale ognuno di voi ha ogni giorno accolto i singoli studenti, ed ora che siete tutti insieme vi dico grazie perchè state dando visibilità ad un probelma generazionale che molte persone in italia conoscono.
sono con voi
ex tutor Germana
Maggio 7, 2008 alle 9:17 am
Appoggio con il cuore la vostra iniziativa. Non bisogna stancarsi mai di far buon uso del nostro cervello per richiedere il rispetto di quello che non e’ altro che UN NOSTRO DIRITTO. Io sono lontano dall’Italia, da Bologna…non riusciro’ ad essere li, ma ci sono con la passione di chi crede fermamente nella forza della societa’ civile. INSIEME SI PUO’!
Well done Fe! Well done guys!
Maggio 7, 2008 alle 9:20 am
Siamo , noi studenti , veramente daccordo con voi prof!! paghiamo rette astronomiche solo per la pubblicità!! vorremmo che parte dei nostri soldoni andasse a chi ci permette veramente di superare le nostre difficoltà!! ….. i TUTOR !! Alla fine siamo poi noi , studenti , i veri motori di questa azienda, e dovremmo essere noi a decidere come investire i nostri capitali!! Vogliamo giusti compensi a chi ci aiuta e meno pubblicità su tv , elenchi telefonici e manifesti sparsi per l’italia!!
Ragazzi tenete duro!!
Maggio 7, 2008 alle 12:43 pm
VORREI SOLO DIRVI CHE SE SIETE PROFESSIONISTI CHE CI STATE A FARE A CEPU ????????C’E’ QUALCOSA CHE NON TORNA !!!!PIUTTOSTO CHE LAMENTARVI PERCHE’ NON APPREZZATE LA POSSIBILITA’ OFFERTAVI DI LAVORARE (IN CEPU) E SVOLGERE CONTEMPORANEAMENTE IL LAVORO AUTONOMO DA VERI PROFESSIONISTI, COME MOLTI FANNO ??
VI HA COSTRETTO QUALCUNO?
Maggio 7, 2008 alle 1:40 pm
[...] Il nostro appello è qui. [...]
Maggio 7, 2008 alle 2:53 pm
Rispondo con molto piacere ed estrema amarezza al commento di Adriana.
Io non la conosco, ma mi permetto ugualmente di dirle, davvero con il cuore in mano, che quello che lei ha scritto, mi ferisce profondamente. Vede prima di parlare, di giudicare, bisognerebbe conoscere! Già ma la conoscenza oramai è diventata facoltativa…a quanto pare. Lei sostiene che le nostre lamentele non sono giustificate, parla di lavoro autonomo. Orbene mi lasci dire che è proprio per questo che ci lamentiamo, noi non lavoriamo in modo autonomo, cara Adriana, e lei non si dovrebbe proprio permettere di dire certe cose. Siamo, e lo ripeto, siamo dei professionisti, e non siamo noi a dover fare ringraziamenti, lavoriamo con passione, crediamo in quello che facciamo. Anche oggi abbiamo dato dimostrazione della nostra volontà di difendere un lavoro che amiamo e in cui crediamo. Crediamo negli studenti e siamo con loro sempre. Loro hanno capito, loro ci conoscono, sanno come lavoriamo (e per questo ragazzi miei vi ringrazio). Vuole sapere chi ci ha costretto? Amore, passione, dedizione…etc Vede non denigriamo il nostro lavoro al CEPU, come lei pensa, ma cerchiamo di difendere dei diritti, gli stessi che spieghiamo ai nostri ragazzi. Come potremmo farlo se fossimo noi i primi a non crederci? Dignità! Lei non ha idea di come e di cosa significhi lavorare in certe condizioni. Le faccio una domanda lei è mai andata a lavorare la domenica pomeriggio senza essere pagata? Lei ha mai scritto “libri”, senza avere diritti di autore e senza essere pagata? E se la sua risposta fosse No, le chiedo lo farebbe? Non credo! Forse come tutti preferirebbe andare al mare.
Attenzione Adriana alle sue esternazioni, e da insegnante le dico, nuovamente con il cuore in mano, la conoscenza è la base della libertà, della verità. Mi spiace per lei, e mi perdoni, mi spiace per la sua ignoranza.
Non ha offeso solo noi, ma i ragazzi che da anni aiutiamo, seguiamo, amiamo.
Maggio 7, 2008 alle 3:59 pm
Gentile Adriana Rivoletti, le sue obiezioni ci sono state fatte mille volte, la critica è sacra, così come il contraddittorio, ma prima di intavolare una interessante discussione con lei le chiederei di non sostituirsi ai consigli di mia madre e di mio padre, visto che ho 35 anni suonati. La professione (di che professione parla poi..mi scusi..insegnare non lo è?), personalmente non mi interessa. Mi interessa insegnare, sono una professionista con esperienza e voglio il contratto, i diritti, la paga che merito per il lavoro che svolgo. Mi permetto un consiglio, visto che lei si è permessa di darlo a noi..Si ripassi, (o si studi) la “Questione sociale”, il tempo in cui è nato il diritto dei lavoratori….mi perdoni, ma vede…non posso fare a meno di essere didattica!
Maggio 7, 2008 alle 5:38 pm
Ciao, faccio ripetizioni da una vita e non capisco quale sia il vostro problema. Immagino abbiate firmato un contratto. Vi hanno chiesto di firmarlo con la forza!?!? se non vi sta bene perche’ lamentarsi. Andate via.
cercate altro ragazzi. Il mondo offre tante opportunita’. Non mi sono mai sognato di chiedere un vitalizio a studenti che ho seguito 5 anni o piu’ con l’universita’. Le ripetizioni sono quelle. Amen. Ora c’e’ la SISS, fate quella e cercate di succhiare i soldi allo stato. O se avete spirito da professionisti come dite rimboccatevi le maniche e datevi da fare. Siete giovani.
Potete farcela!!!
Maggio 8, 2008 alle 5:53 am
gentile adriana rivoletti
come sarebbe bello se tutti fossero capaci di comprendere che nel mondo esistono infinite situazioni personali tutte diverse, tutte da rispettare. essere professionisti significa fare il proprio lavoro con competenza e serietà. Non si tratta di “non apprezzare la possibilità offerta di lavorare” ma piuttosto di pretendere competenza e serietà anche dalla controparte.
Gentile adriana rivoletti le auguro di non trovarsi mai ad aspettare un bambino mentre è assunta con contratto a progetto; e se invece le è capitato e ha comunque “apprezzato la possibilità offertale dal datore di lavoro” le sarei grata di rivelare anche a noi il segreto del suo successo.
perdoni questa vena polemica ma la invito a riflettere sulle sue affermazioni
Germana
Maggio 8, 2008 alle 11:35 am
Gentile Adriana,
nessuno ci obbliga a lavorare al Cepu.
Ma poichè io conosco sia la realtà delle scuole che quella di cepu, le assicuro che i problemi sussistono in entrambe le situazioni, pur con modalità differenti. Io sono un’insegnante e sono una professionista.
E le assicuro che i miei colleghi cepu sono molto più professionali di tanti insegnanti assunti a scuola per concorso.
Forse perchè al Cepu si parla di TUTOR, non di insegnanti….Opssss.
–
Ma lu
Maggio 8, 2008 alle 12:19 pm
Gentile Adriana Rivoletti,
la tua/sua risposta mi sembra poco intelligente! Mi dispiace essere poco diplomatica come lo è stata Germana, ma sarò sincera. La sua affermazione innanzitutto non è propositiva ma fortemente distruttiva e di conseguenza ha il significato di “lavarsene le mani”, “vivere da pecora” etc etc. Certo ragazzi, facciamo tutti come suggerisce lei, bendiamoci gli occhi con una fetta di prosciutto (costa un pò troppo!?!), rimbocchiamoci davvero le maniche per far marcire ancora di più il sistema, lasciamo questa “bella realtà ” per i nostri posteri, tanto che ce ne frega!!!
Cara Adriana, molti di noi che hanno scioperato hanno delle prospettive concrete alle porte, ma hanno voluto lottare comunque, e questo perchè credono nei diritti dell’essere umano, oltre che nei doveri.
Grazie per la tua soluzione semplicistica e lavativa!
Maggio 8, 2008 alle 2:26 pm
Ragazzi ma aveta mai pensato di andare a ciappa’ li ratt!!!
Serve studio pazienza e dedizione! e li’ si che non vi fanno firmare contratti capestro come dite voi….scritti in piccoooolo piccoooolo!!!!
Che diavoli che sono questi responsabili…..!
POVERACCI CHE SIETE!!!
Proprio sfigati!
Vi sono vicini….se avete un conto corrente su cui poter fare donazioni….dopo il MYANMAR dono a voi….!!!
Maggio 8, 2008 alle 2:33 pm
Dagli interventi della signora Adriana Rivoletta e dell’insegnante privato emerge una chiara cosa: LORO HANNO RAGIONATO IN MANIERA INDIVIDUALISTA. Noi abbiamo ragionato, ANZI AGITO, in maniera COLLETTIVA, gli uni per e con gli altri per difendere diritti.
Che altro c’è da dire, se non invitarli a cambiare ed allargare prospettiva?
Altra cosa: Caro insegnante privato,già sappiamo bene di potercela fare. Abbiamo già fatto una cosa che nessuno, in Italia aveva fatto prima di NOI.
Maggio 8, 2008 alle 2:34 pm
Cara Adriana….
nessuno mi costringe a lavorare in CEPU…non ho una pistola puntata alla tempia….ma la sua affermazione è senza senso.
Amo il mio lavoro, mi piace insegnare ma voglio anche tutelare i miei diritti che per anni sono stati calpestati.
Finalmente ci sono delle persone che hanno deciso di far venire a galla quello che non va in una struttura come il CEPU e Lei se ne esce con simili affermazioni???
…come diceva Totò….MA MI FACCI IL PIACERE!!!!!
Maggio 8, 2008 alle 3:39 pm
Ragazzi io badate bene stimo e apprezzo il vostro lavoro che e’ il mio.
Nel quale ci impegnamo con passione e orgoglio.
Dico solo che se la struttura non va e non sono io il responsabile dell’azienda, io mi metto in proprio come ho fatto anni fa.
Adoro lo spirito imprendioriale e chi propone e combatte, se e’ giusto combattere.
Qui capisco, leggendo delle tre rate di pagamento, che avete firmato un contratto e li’ si tratta di venir meno ad un contratto.
Se con un genitore io firmo per una cifra perche’ passi un esame all’universita’ io sto facendo una scommessa su di me sul mio lavoro e sul ragazzo.
Che discorso e’ dire se lui non passa l’esame io ci perdo!?!
tutto qua.
Caro Mastro, credo che piuttosto che “mi facci il piacere” usare la dialettica come l’insegnante Ballini.
Capire e saper spiegare quali sono i punti critici per cercare di fare girare al meglio gli ingranaggi di un’azienda.
Le rotture drastiche o queste sensazioni di vittoria trionfale mi fanno tenerezza.
Credo nel “lottate” ma con moderazione.
Maggio 8, 2008 alle 5:50 pm
Egregio Insegnante privato,
perchè poi PRIVATO? Ci spieghi, è in pensione o semplicemente non ha un’abilitazione? Ci perdoni la domanda, non vuole essere provocatoria, è semplicemente per fare chiarezza: vede dare ripetizioni non significa insegnare. Noi l’abilitazione l’abbiamo, la SSIS di cui parla è costata fatica, ma soprattutto denaro e tempo! Non chiediamo nulla di più che la giusta retribuzione per la quantità e la qualità del servizio prestato (Art. 36). Se non sbagliamo, visto che insegniamo Lettere e non diritto.
Noi non ci capacitiamo come persone di cultura come lei dovrebbe essere esternino certe affermazioni. Ci scusi, ma anche la nostra pazienza ha un limite…! Ma lei non ha dei figli? Sa che cosa comporta un contratto a progetto? Lei sarebbe disposto a lavorare con un contratto che sulla carta dice una cosa e poi nella realtà si rivela tutt’altro? Ovviamente non ci hanno puntato nessuna arma contro, però, mi scusi, lei dovrebbe ringraziare se insegnanti come noi decidono di lavorare in una struttura, azienda, che in teoria, dovrebbe avere come fine ultimo quello di aiutare persone in difficoltà, che o per motivi anche seri, o semplicemente perchè non lo hanno fatto quando era tempo, ora vogliono ritentare. Questo non significa calpestare i diritti che ogni lavoratore, di qualsiasi settore, deve avere! Noi compresi.
Ci scusi caro insegnate privato, ma prima di parlare, è fondamentale pensare.
P.s noi non abbiamo mai rubato nulla e non ruberemo mai nulla…nemmeno al nostro Stato.
Maggio 8, 2008 alle 7:34 pm
Cari collaboratori di cepu e Grandi scuole,
secondo me la “Rivoletti”, non meritava nessuna risposta….
Una persona del genere, che fa certe affermazioni poco intelligenti,dettate da un puro “lecchinismo”, non merita di essere considerata.
Facendo così non avete fatto altro che dargli importanza….
Gente così va ignorata….
“Purtroppo la mamma degli imbecilli è sempre incinta….”
Continuate a lottare, perchè siete grandi
Maggio 8, 2008 alle 9:46 pm
Concordo con Urbo…tali persone non degnano risposta. Far cadere la sua provocazione nel vuoto sarebbe stata la reazione migliore. Ignoranza e arroganza insieme sono davvero disarmanti, non riesco e non voglio commentare nulla.
SIAMO GRANDI! La nostra forza sta nel gruppo e nella rabbia che abbiamo maturato, ma non dobbiamo mollare. La strada è ancora lunga….
Maggio 8, 2008 alle 10:54 pm
Caro insegnante privato,
credo che le abbiano risposto con i giusti termini Lorena e Barbara che conosco bene e che rispetto ammiro.
Lei, oltre a non aver pensato prima di rispondere, dimostra di avere anche scarso senso dell’umorismo se non mi concede la citazione del PRINCIPE DE CURTIS!!!!
E se permette me ne concedo un’altra di citazione: OGNI LIMITE HA LA SUA PAZIENZA!
Maggio 9, 2008 alle 9:33 am
di nuovo mi meraviglio……..poi rifletto e capisco che la sfrontatezza di ali mortac (tua) spiega molto dell’attuale società. Non so quanti anni hai, mi viene da darti del tu perchè credo che per il tuo modo di ragionare tu debba essere molto giovane e con poca esperienza, oppure sei un eletto!
trovo sacrosanto, sano e molto saggio pretendere condizioni lavorative eque. trovo invece superficiale non pensare nemmeno per un attimo che se si è arrivati ad organizzare uno sciopero, esistono fondati motivi per chiedere a gran voce un confronto con un committente apparentemente sordo.
si, compagna, davvero non è il caso di rispondere alle provocazioni sterili, tuttavia è anche importante spiegare le ragioni della rottura del silenzio a chi non le capisce. poi, certo, se le critiche sono solo distruttive e non nascondono la voglia di capire e mettere in discussione le proprie convinzioni, allora cercare di spiegare diventa tempo perso……
ciò che si chiede è giustizia sostanziale.
chi non è in grado di comprenderlo, per filosofia o stile di vita, si astenga dal fare commenti.
Germana
Maggio 9, 2008 alle 9:27 pm
Carissimo alibabba poveraccio sarai tu…….
che pena mi fai…..
Grazie a Dio non abbiamo bisogno del tuo grande “cuore”,
siamo adulti e vaccinati e soprattutto dei grandi lavoratori….
A noi non spaventa il lavoro, spesso e volentieri lavoriamo anche gratis…..
La nostra è una lotta per dare un futuro migliore a chi verrà….ed anche a chi c’è…….
Purtroppo, se la maggior parte delle persone sono come te sarà difficile avere un futuro dignitoso……
N.B. ripeto quello che ho scritto nel precedente intervento
ma la mamma degli imbecilli è sempre incinta….?
Facciamola abortire qualche volta….
Grazie Compagna per la solidarietà…..
Per il Prof. privato, gli volevo solo porre una domanda, conosce il significato di Diritti?Se non lo conosce può venire a ripetizioni private da me, così gli spiego cosa significa, naturalmente gratuitamente….
Lei sarebbe un docente? complimenti vivissimi
notte pargoli…..
lotta dura senza paura
Maggio 10, 2008 alle 11:37 am
urbo secondo me avete solo voglia di sentirvi un pò potenti … secondo me più che con le aziende dovreste prendervela con lo Stato Italiano che ha dato e dà ancora la possibilità di fare questi contratti… dico io.. è normale che tutte le aziende e dico scelgano la via del risparmio… se tu vai comprarti due pantaloni… li trovi uguali … uno costa 100 e l’altro 50 euro …quale ti compri???sono daccordo con chi dice che è una questione di scelta .. parlare di dignità calpestata mi sembra eccessivo.. veramente eccessivo e rasenta il ridicolo… e vi garantisco che potete ritenervi fortunati.. e che forse vi state calpestando da soli….
Maggio 10, 2008 alle 1:05 pm
Salve ragazzi, tenete duro lottate sempre il diritto è fondamentale….
Cepu a mio rigardo ha una fonte d’oro, persone competenti con la passione di insegnare….e bene, la gestione è da paura…. questi ragazzi non hanno diritti di nessun tipo nessuna tutela, ma si può lavorare tanto con dedizione senza un contratto decente ? Le persone che si sono limitate a dire che si può lavorare altrove hanno tralasciato un particolare, la lotta non è individuale ma collettiva a chi verrà dopo di loro, questo è il senso…… per un futuro lavorativo migliore.
Siete ragazzi splendidi sia proffesionalmente che umanamente…avanti così.
Maggio 10, 2008 alle 2:51 pm
Cari precari Cepu sono solidale con le vostre richieste, che sono da sempre anche le mie…da buon precario Italiano.
Ciò che demoralizza in queste meravigliose lotte è la visone miope della realtà, specie di chi non vuol comprendere che il PADRONE mette sono in atto le concessioni che i governi (neri e rossi) gli offrono…questa schifosissima autorizzazione a procedere nella pseudo-contrattualistica a progetto gli è stata data dal MinistroTiziano Treu (Governo Prodi) e poi seguita da Marco Biagi (Governo Berlusconi) e con il silenzio dei sindacati che continuano a SFRUTTARE le disgrazie dei lavoratori…
Qualcuno ha votato i governi di sinistra e centro sinistra, altri hanno votato governi di destra e centro destra, oggi in maniera Bipartisan ci trovaimo a rivendicare l’art.1 della costituzione, mentre lo Pisconano di Berlusconi struttura leggi ad personam ed il Maiale del Professor Prodi svende il patrimonio Italiano, ma non da meno il sindacalista Bertinotti che dimenticando i lavoratori ha chiuso gli occhi facendo trillare il campanellino da presidente della camera…
Noi Italiani non abbiamo il senso del collettivo, tiriamo fuori le unghie solo quando qualcuno viola il nostro cantuccio e abbiamo la capacità di non individuare l’obiettivo….la protesta deve essere portata nei ministeri che conferiscono poteri di sfruttamento, gli imprenditori utilizzano le “libertà” che qualcuno gli concede…CACCIATE le sigle sindacali che sono alla ricerca di qualche articolo sul quotidiano locae e di qualche tessera in più, lottate in piazza a nome di TUTTI i precari non solo di quelli di CEPU a nome di quelli che non hanno voce, lottate con l’istruzione e per l’istruzione…i sindacati oramai sono la morte della vera lotta sociale, urlate per nome di tutti i precari e la prossima volta NON VOTATE!!!
Maggio 11, 2008 alle 9:10 pm
Ragazzi mi aggiungo alla vostra protesta… sono una collega tutor e idealmente sono lì sotto in viale Masini a lottare con voi. Quante volte ho pensato di fare una denuncia all’ispettorato del lavoro e tutte le volte mi ha trattenuta il fatto che poi mi ritroverei a spasso e a spasso ci sono stata fin troppo tempo per potermi permettere di perdere il lavoro. Rimango interdetta dal fatto che la mia professionalità, la mia laurea con lode e la mia abnegazione verso una lavoro che non credevo di saper fare a nulla valgono se qualcuno arbitrariamente decide di mandarti via per mettere al tuo posto l’amica o il fidanzato di turno… A me sinceramente più che un aumento in busta paga, che tanto poi lo stato mangia con trattenute e tasse, farebbe molto più comodo sapere di poter avere un contratto che mi tuteli…
Maggio 18, 2008 alle 5:15 pm
Io sono Tutor Grandi Scuole a Roma. 10.000 euro all’ora con tasse da scalare. Mi chiedono in continuazione di fare più ore (evidentemente funziono) ma fare più ore vuol dire più tasse, in proporzione (le tasse sono basse fino a circa 70 ore mensili, poi aumentano). lugio e agosto non si lavora, quindi settembre e ottobre non c’è stipendio. a luglio ci danno una specie di misero conguaglio (uno stipedio mensile medio) separato in due volte, che non ho capito ancora cos’è. sicuramente non è il premio per l’obiettivo raggiunto, che da quando sono lì non è mai stato dato.
Sono certa che molti dei miei colleghi sarebbero terrorizzati di dire anche una sola parola contro l’azienda.
credo che Bologna abbia un sostrato culturale e sociale migliore di Roma (io sono di napoli) e che qui sarebbe molto difficile organizzare una cosa del genere, anche se con 5 o 6 sedi siamo veramente tanti.
Io ho provato a coordinarci per farci pagare almeno le ore di riunione, ma neanche lì eravamo tutti firmatari…comunque mi metterò in contatto con voi, per sapere come state muovendovi. Ma che avete in mente? qualcosa tipo sindacato? come si puossono coinvolgere i tutor delle altre città?
S. C.
Maggio 18, 2008 alle 5:31 pm
bisognerebbe scrivere un libro….io e tanti altri di raccondi interessanti, divertenti e drammatici ne abbiamo molti. Siamo i formatori delle nuove generazioni, e siamo trattati come degli schiavi….mettetevi in contatto con me, che ve ne racconto di belle…
Maggio 19, 2008 alle 9:43 pm
Ciao a tutti, mi chiedo se mi potete aiutare? Sono inglese, studio l’italiano all’universita’ e per la tesina voglio scrivere del vostro problema. Ho letto un sacco di articoli, e di blog e sostengo con il cuore la vostra determinazione a cambiare le condizioni lavorative, pero’ c’e’ una cosa (molto importante!) che non riesco a capire - perche’ le aziende fanno questi contratti a tempo determinato? Perche’ gli favoriscono? Vi giuro ho cercato di trovare queste informazioni su Internet ma immagino che sia una cosa che hanno gia’ capito tutti gli italiani, percio’ non c’e’ bisogno di un sito con una spiegazione semplice per studenti inglesi! Comunque, scusatemi l’ignoranza….
Good luck!!!
Maggio 20, 2008 alle 9:37 am
[...] le nostre t-shirt, farai conoscere la nostra lotta. Diventa dei nostri, diffondi la voce, prendi parola, infilati una maglietta, infilati tra di noi. Prenotate le t-shirt che sostengono la nostra lotta. [...]
Maggio 20, 2008 alle 8:26 pm
Ho conosciuto tutor molto speciali al cepu di bologna, l’amore con cui fanno lezione e si interessano a noi come persone è rarissimo , ragazzi aiutimoli….. sono speciali e meritano un cazzo di contratto degno e serio.
Maggio 21, 2008 alle 3:13 pm
salve ragazzi
sono una collega di Roma da 4 anni tutor Cepu, e sapete qual è la cosa che mi fa più rabbia in tutta questa faccenda ? che la Cepu in fondo la mandiamo avanti noi Tutor !!! Chi è che segue gli studenti ? Chi è che riesce a far superare gli esami ? Chi è che da incoraggiamento e sostegno psicologico pur non essendo psicolgo ? I Tutor !!!! la Cepu esiste perchè ci sono i Tutor ,,,, eppure paradossalmente i Tutor sono sempre l’ultima ruota del carro, i Tutor sono sempre gli ortolani e il famoso cetriolo è sempre x loro (proverbio romano)….
Ragazzi di bologna siete stati de grandi ma non bisogna fermarsi qui :
bisogna fare un altro sciopero l’ideale sarebbe coinvolgere tutte le sedi d’Italia quindi farlo diventare nazionale e soprattuto farlo in un periodo tipo giugno e luglio,,,, appelli d’esame x intnederci.. forse li si renderanno veramente conto che senz ai Tutor la barca non cammina……
Maggio 21, 2008 alle 3:23 pm
voglio rispondere all’insegnante privato che dice di rimboccarci le maniche e provare a trovare altro…… ma lui dove vive ? su un’altro pianeta ? Io con 110 e lode non sono riusicta a entrare alla SiSS di Roma “ca va sans dire” che ci entra solo chi è raccomandato…. e il Cepu è l’unico posto che mi pemette di prendere supplenze quando arrivano, io nella vita volevo fare l’insegnante e non mi va di trovare altro ….
X Adriana Rivoletti una curiosità ..lei che fa nella vita ? Non sarà mica una delle tante raccomandate che dal loro posto di lavoro non sudato e ragalato giudicano e sentenziano senza usare il cervello ?
Maggio 22, 2008 alle 12:03 am
bisogna lottare…il lavoro è una cosa seria…avanti con i diritti!!!!
Maggio 22, 2008 alle 9:52 am
La vostra solidarietà mi riempie l’animo di gioia. Sono queste le cose che ci spingono ad andare avanti, non gli inutili insulti di coloro che senza pensare scrivono, parlano…parlano e scrivono…Più passa il tempo e più le cose diventano difficili, portare avanti una “lotta” con le sole lamentele serve a poco. Si parte da qui, certo, ma poi diventa necessaria l’azione. Un’azione collettiva, sentita. Un’azione importante, carica della forza necessaria per difendere ciò che ci appartiene, e attaccare ciò che ci uccide. Tante belle parole affollano le menti! Qualcuno si è chiesto di chi è la colpa, qualcuno ha commentato “chi vi costringe”, qualcuno ha parlato di Governo, di Berlusconi, di Bertinotti, Prodi, i Sindacati…etc…Basta ragazzi, la colpa è dell’uomo, della meschinità che lo contraddistingue, della sua natura povera e arrivista. Non sentitevi colpiti, non voglio essere offensiva. Ma ho paura, e nel mio piccolo lotto, con le parole ancora, perchè questa paura di vedere andare avanti solo chi piega la testa, chi non crede in se stesso, perchè non ne ha bisogno (come dice Clau), chi si adegua alla logica del più forte, perchè inevitabilmente si sente più debole, quando in realtà gli basterebbe dire BASTA IO SONO, IO CI SONO (cogito ergo sum), per essere più forte…questa paura deve scomparire, da me e da voi, se la provate. Roy, Adriana, insegnante privato, o chi per loro, pensate! Siete persone, siete uomini, donne, pensate e cercate di ascoltare!
Compagni di questa nostra avventura, alzate lo sguardo insieme a noi, non chiudete gli occhi, la luce è così bella! Allontanate i bubbi, le paure. Urlate! I diritti sono anche i vostri e questa povera, misera gente deve capire che non siamo soli, che siamo uniti, stanchi, delusi, arrabbiati!
NOI SIAMO, VOI SIETE…Essi non saranno più! Il Cepu, senza di noi non è stato, non è, non sarà…
Forza vi aspettiamo!
Maggio 22, 2008 alle 10:16 am
Forza ragazzi, i precari cocopro della sede di Sansepolcro e di Città di Castello sono TUTTI con voi, siete grandi!
Maggio 22, 2008 alle 9:02 pm
Ciao LARA, per la tua tesina se hai bisogno io come penso tutti i miei colleghi siamo a tua disposizione……..
contattaci pure….
a presto
Maggio 22, 2008 alle 9:06 pm
Clau, se a Roma si facesse un bellissimo sciopero ….non sarebbe niente male….
Poi magari, tutti insieme fare uno sciopero nazionale….
N.B. A Roma vi hanno pagato lo stipendio questo mese?
ciao
forza ragazzi. del CEPU DI ROMA….
Maggio 22, 2008 alle 9:17 pm
Caro TUTOR GRANDI SCUOLE, organizza un pò i tuoi colleghi….
Ci sono persone fidate da cui iniziare?
Noi abbiamo iniziato con poco, poi alla fine abbiamo aderito tutti allo sciopero…tranne qualcuno( 4 miseri tutors incoerenti)……
Se hai bisogno noi siamo qui,ricordati che non sei solo in questa guerra…
ciao
stammi bene
Maggio 23, 2008 alle 6:49 pm
Finalmente oggi sono arrivati i nostri “stipendi”. Abbiamo dovuto attendere una decina di giorni in più a causa di un disservizio: avevano sbagliato sede!!! Alla richiesta di ulteriori chiarimenti: “non è vero che l’azienda emette i pagamenti il 15 di ogni mese”. Gli stipendi arrivavano puntualmente e l’azienda non lo sapeva? Qui a Messina abbiamo già contattato il sindacato e nella prossima settimana ci sarà la nostra prima assemblea. Basta scherzare con il nostro tempo, il nostro lavoro, la nostra dignità!
Maggio 24, 2008 alle 1:16 pm
FORZA MESSINA!!
fede-bologna
Maggio 30, 2008 alle 9:00 am
La FLC CGIL organizza nelle giornate del 29 e 30 maggio, davanti ad ogni sede CEPU-Grandi Scuole della Lombardia, un presidio con distribuzione di materiale informativo a sostegno della giusta iniziativa per dire basta alla precarietà, basta al ricatto occupazionale.
Per tutelare la dignità ed i diritti di tutti i lavoratori della conoscenza diffondi il comuinicato e sollecita la più ampia partecipazione.
Siete tutti invitati a prendere contatto con le sedi più vicine di FLC-CGIL e NIDIL-CGIL per costruire una grande mobilitazione a sostegno delle stabilizzazioni dei rapporti di lavoro.
Più diritti, più dignità, per un giusto riconoscimento e per la valorizzazione di tutti i lavoratori della conoscenza.
Un caro saluto
Michele Venzi FLC-CGIL Lombardia